Continuo l’argomento precedente sulla cattiva società che ci troviamo di fronte quotidianamente.
Questa seconda parte riguarda i comportamenti abituali, e a volte scorretti, di persone che ogni giorno navigano in internet, ovvero, tutti coloro che prendono il nome di internauti.
La tecnologia informatica sta evolvendo sempre di più. Questa è proporzionata all’aumento dell’ormai enorme mole di dati presenti in internet, la rete virtuale grande quanto la superficie del mondo.
Gli aspetti negativi sono molto grandi, la maggior parte di essi irrisolvibili. Uno di questi è l’impossibilità di controllare ogni singolo dato per sapere se è indesiderato (cioè a riferimenti pornografici, abusivi, razzisti, e comunque lesivi alla personalità di ogni singolo individuo) e risalire ai responsabili per perseguirli penalmente.
Tutte le persone, ormai hanno un computer e un collegamento a internet, chi si connette di rado, e chi tutti i giorni, chi per lavoro, e chi solo per svago. Ma davvero internet è un posto “pulito”, dove non ci sono gli stessi rischi come nella vita reale?
Ovviamente no.
Cominciamo con la pirateria, parlo della *VERA* pirateria (cioè, non le attività di file sharing e cose simili), ormai gli autori purtroppo li troviamo dappertutto, parlo ovviamente dei cracker, non i salatini, ma coloro che entrano abusivamente in sistemi altrui al solo scopo di danneggiarli e/o di ricavarci informazioni private senza il nostro permesso.
Il giovane cracker è equiparabile al solito bulletto che in genere troviamo dappertutto, hanno entrambi la stessa identica funzione: romperci le scatole e danneggiare qualcosa di nostro senza alcun motivo, o forse solo per gusti personali, anche se non vedo il piacere nel rovinare gli altri.

Che fare? Ignorateli. Se il danno a voi provocato è lieve (tipo il prelievo di un file non molto importante, o il blocco della connessione per 5 min, ecc…) non reagite di conseguenza, potrebbe aver un ottimo motivo per ri-attaccarvi, o nei casi peggiori, per chiamare il suo team di cracker. Semplicemente ignoratelo.
Se invece vi ha fatto qualcosa di grave, e dovete per forza prendere provvedimenti, denunciatelo alla polizia postale, ma non fategli credere che lo abbiate fatto, anzi, fategli capire che per voi è finita lì, altrimenti si vendicherà e soprattutto cercherà di riparare. Unica cosa è che con i cracker non bisogna MAI esagerare!
Altro esempio di pirateria mischiata a bullismo informatico può essere il fake login, essa è facile da costruire se si conosce un briciolo di HTML e PHP, si tratta di una riproduzione fedele di una delle solite pagine di login di MSN, che però promettono regali e altre cose fantascientifiche, come l’attivazione di servizi premium gratuitamente (la classica favoletta del cambio del colore dell’omino verde a blu) per il solo motivo di essere un utente da tanto tempo, oppure di aver raggiunto la quota di 100 contatti aggiunti, e via dicendo…
Lo scopo di questa pagina è l’estorsione di user e password, infatti il codice agisce in modo tale che quando qualcuno immette i dati personali, questi vengono inviati al creatore della bravata, il quale, in seguito potrà accedere alle informazioni private legate all’account.
Questa pagina vi verrà messa a conoscenza in qualsiasi modo, tramite MSN, via posta elettronica, come annuncio in un forum sperduto, ecc…
Come fare in caso di tentata estorsione? Due sono le cose, o ignorare il messaggio, oppure, cosa migliore, riempite i moduli proposti di dati puramente fittizi, eventualmente ripetendo la stessa operazione più volte, in modo da intasare la casella di posta dell’autore e rendendogli difficile il riconoscimento dei veri dati immessi da eventuali ignari utenti!
Passiamo alle sciocchezze adesso: i nick degli utenti.
Possibile che ogni volta che accedo ad aMSN trovo una ventina di nick online e per sapere chi sono ognuno di loro devo perdere un sacco di tempo a decifrarli?
E soprattutto perchè ad ogni accesso al pc trovo nick completamente nuovi e fantasiosi, per ogni contatto che già conoscevo?
Riporto da Wikipedia la definizione di nickname:
Un nickname o semplicemente nick è uno pseudonimo o “nome di battaglia“, usato dagli utenti di Internet per identificarsi in un determinato contesto o in una determinata comunità virtuale. Spesso sono soprannomi, ma possono essere sigle, combinazioni di lettere e numeri.
A questo punto è naturale che io scelga sempre come nickname di tutti i sistemi di comunicazione il classico “Piplos“, perchè solo così sono riconoscibile ovunque (solo se, ovviamente, voglio farmi riconoscere!), tutti sanno chi sono se mi hanno già conosciuto in precedenza. Ora mi dite perchè dovrei sentire l’irrefrenabile istinto di cambiare il mio adorato nick con quest’altro:
,.-~*´¨¯¨`*·~-.¸-(_Oº°‘¨..::[Pïþ£ø§]::..¨‘°ºO_)-,.-~*´¨¯¨`*·~-.¸
Come vedete, il testo è letteralmente illeggibile, non so quanta intelligenza ci voglia per tradurre subito questo genere di nick, che peraltro quelli che si trovano su MSN non sono nick ma frasi intere scritte in l33t e a caratteri obbligatoriamente speciali, io non ne sono capace, fate voi!
Altro comportamento tipicamente italiano è quello delle abbreviazioni delle frasi. Il degno “rappresentante” di questa etica è senza dubbio la lettera K, che spesso viene usato per sostituire molte lettere, come “ch” in “k“, ma non solo, specialmente le ragazze abbreviano quanto più possibile le parole, riducendo le frasi di parecchio, tanto che diventano composte da parole ridotte in pratica alle sole consonanti. Un esempio per farvi capire è questa frase:
[…] Io h trpp pensr nll testa..e nn riesco a cncentrarmi, abbiamo trpp violenza nl mndo, xkè nn la piantano cn qst guerra??? […]
Questa è una frase realmente scritta da un mio amico nel suo blog MSN, ma mi chiedo io, dov’è finito l’italiano? E il saper scrivere? Siamo proprio senza vergogna, eh? Nonostante tutto, l’unica abbreviazione che ammetto nel mio vocabolario, e che mi sembra la più giusta da utilizzare è il “cmq“, che mi sembra giustificata perchè si capisce subito il significato!

Per adesso mi fermo qui, anche se altri problemi ‘meritano’ di essere esposti e chiariti, ma quello che voglio dire io è che la società di internet sta degradando sempre di più, specialmente per questi e molti altri motivi!

