Un mio caro amico in rete, oggi mi ha segnalato della pubblicazione di un articolo interessante sul suo blog, esso parla di un argomento che difficilmente viene preso in considerazione, ovviamente parlo della pena di morte.
Pietro Rossini, l’autore del blog, ha chiesto se avevo un briciolo di tempo per parlarne nel mio blog. Io, ovviamente di tempo non ne ho quasi mai, vuoi perchè mi chiamano per uscire fuori, vuoi perchè ho una lista interminabile di feed da controllare sempre, vuoi anche per il caldo che rende totalmente disabili di fronte a ogni tipo di movimento, ma alla fine ho voluto cedere per svariati motivi personali, tutti validissimi.
L’argomento tocca molto, ma vi invito a leggerlo fino in fondo, anche se penso sappiate benissimo di cosa si tratta.
Che cos’è la pena di morte? È la massima pena che si può infliggere a una persona per aver commesso un dato reato. La pena di morte può essere eseguita mediante impiccagione (come nel caso di Saddam Hussein), iniezione di veleno, decapitazione, fucilazione, e quant’altro.

Quando è opportuna la pena di morte? Non è mai opportuna. Esistono altre vie alternative ed efficaci per scontare la pena in modo da lasciare una ferita permanente a livello psicologico al trasgressore e fargli capire veramente che quello che ha fatto è ingiusto, in questo modo lo si induce psicologicamente a desistere quando si ritroverà un occasione simile in futuro. Alcuni metodi alternativi alla morte sono, come già citati nell’articolo, i lavori forzati per 16 ore al dì, dare a pranzo solo pane e acqua, far dormire su brandine scomode, metterlo in isolamento, ecc…
“Perchè punire è legittimo, uccidere è sempre sbagliato“, come ripetuto da quell’insistente pubblicità in televisione, chi siamo noi per togliere la vita ad un altra persona? Abbiamo il permesso morale per farlo? No! Nessuno può darcelo! Nemmeno lo Stato!
Probabilmente adesso qualcuno andrà a fondo articolo per protestare “Ma vedi che la pena di morte serve per fermare i più pericolosi!“, ma per quelli ho già la risposta pronta: guardate questo video e immaginatevi nei panni delle vittime (colpevoli?) e non, come al solito, dell’esecutore:
Ora però, gradirei anche discutere di questo fenomeno, quindi, i commenti sono benvenuti!
Ma ricordate che il merito di quest’articolo va soprattutto a Pietro Rossini, il quale mi ha spinto (e ringrazio di averlo fatto) a riflettere, e a scrivere questo articolo. ![]()





























MURA ed INFERNO
Il poeta in pietà:
(Le pene, i tormenti indicibili fisici e morali…della pena di morte)
La belva si alza,
il tuono è in burrasca
e un impeto udiva di brutale-
La violenza
è guerriera assistita
il braccio della morte
si pena al tremore cardiaco
e la mano sul bracciolo
si allunga
su questo corrimano
impaziente di soffi d’aria fresca -
L’accusa
è già di letti informatori
la domanda
è adibita al pubblico
e la voce
incoraggia lo spettacolo…
Spennato e senza formicolìo-
Anch’io sono lì
e mi alzo, mi affronto
per far scivolare quell’istante
dalla mia ottica scarica-
Un mio urlo
esce dalla sala
malata
e disperata dai miei resti commossi
con rialzi per domande
che traggono sotto una porta
un respiro inumidito
di chiavi e dottori
mura ed inferno
l’odore infermo
e incomprensioni chiuse in me…
Incoscienti e sgraziate
sulle trame dei morenti-
di Maurizio Spagna
Si è consacrato
Il Rotoversi.com
La cultura poetica in linea con la vita…
Verso i nostri sogni riversi ma scritti per sempre-
Un raccoglitore di poesia on line-
Maurizio Spagna
info@ilrotoversi.com
L’ideatore
Scrittore e Poeta-
Rispondi al commento di Maurizio Spagna
@Maurizio Spagna: Bella poesia
Rispondi al commento di Piplos