Il buonismo non porta a nulla…

Articolo scritto sabato 1 marzo 2008

Io sono una persona pressocchè onesta e altruista alle volte, non faccio mai del male a nessuno se dietro non c’è una valida e buona causa.

Ma essere tutto questo non serve a niente.

Accade questo sabato sera (non è passato nemmeno mezz’ora dalla scrittura di questo articolo) che io e i miei amici usciamo in piazza tranquilli e sereni come ogni sabato. Abbiamo mangiato il solito in pizzeria e siamo usciti fuori per continuare a parlare e passeggiare. Non si può stare tranquilli nemmeno in una piazza piena di gente che viene un gruppo di ragazzini delinquenti e desiderosi di una rissa senza precedenti. Uno di loro tira un calcio al sedere a uno a caso di noi. Peccato che quel malcapitato ero io.

Visto che non sapevo proprio chi di noi potesse aver anche lontanamente guardato a quelli là, non mi sono fatto tanti scrupoli e gli ho dato una generosa spinta sul petto. Lui barcolla un po’ ma prende una rincorsa per darmi un pugno nel ventre, mi ha mancato ma mi aveva veramente seccato con quel suo comportamento senza scrupoli e gli diressi una serie di parolacce.

Lentamente ci siamo allontanati verso una via meno illuminata, ma un altro di loro mi coglie alla sprovvista tirandomi un altro pugno non mirato ma abbastanza vicino da toccare e farmi cadere gli occhiali per terra, storcendomeli di un po’. Un altro aveva tirato un pugno in faccia a un mio amico. Il troppo stroppiava…

Eravamo all’angolo e loro erano distratti da altri ragazzi (più o meno della nostra età) che si erano indignati del loro comportamento e che avevano deciso di fermarli. Ma non è bastato, quelli ce l’avevano con noi.

Avevamo girato l’angolo, la via era buia e il nostro pensiero era reciproco, dovevamo solo scappare. Alla fine li abbiamo seminati e ce ne siamo andati a casa.

E’ dalle scuole medie che non facevo le risse in quel modo e i tempi per me sono cambiati. Ma se vedo anche solo uno di loro, da solo, mi ero ripromesso che gli avrei fatto sputare il sangue dalla bocca a forza di pugni. Non gli risparmierei nemmeno un osso del suo corpo. Se ci fosse l’anarchia in questo paese l’avrei lasciato marcire per strada in un bagno di sangue.

Scrivo questo articolo senza alcuna vergogna. Non mi vergogno di essere attaccato senza alcun motivo da ragazzini quattordici-quindicenni (li vedo ogni tanto ma non ho mai scambiato mezza parola con loro), non mi vergogno di aver reagito in quel modo incivile ad un modo ancor più barbaro e non mi vergogno di lasciare in sospeso la questione fino a quando non mi sarò sfogato con i diretti responsabili.

E’ possibile che di sabato sera neanche in piazza si può stare tranquilli? Io ho 18 anni, cazzo!

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