In questi mesi mi sto accorgendo, anche grazie a benevoli pressioni esterne, che la mia distanza tra me e il punto del non-ritorno della dipendenza da internet si sta paurosamente avvicinando.
Internet vista da un aspetto è una cosa meravigliosa, la prima grande benedizione che non viene da una volontà divina, ma da quella umana. Ma quando il numero dei tuoi amici virtuali è pari a quello degli amici reali elevato alla decima è ora di darci un taglio.
Internet è una droga, in passato rinnegavo spesso e volentieri che possa essere possibile una cosa del genere, ma adesso mi sto accorgendo che è la realtà. La vera, nuda e cruda realtà.
Internet ti fa stare bene, qualunque cosa tu faccia con la tastiera, che stia perdendo tempo con un giochino o che stia chattando con un computer per osservare i suoi limiti. Ti fa star bene il solo fatto di aver le tue dita medie appoggiati rispettivamente sulle lettere F e J della tastiera.
Ma quando spegni il computer che la giornata è finita, hai il morale a terra per aver perso un infinità di tempo prezioso. Specialmente quando ti trovi nel periodo universitario.
Il mio blog mi sta uccidendo. Quante volte al giorno controllo le statistiche? Quante volte al giorno cerco di farmi venire un idea su un prossimo post? Quante volte al giorno mi dispero se sono lontano dal blog? Il risultato per ciascuna delle domande è sicuramente un numero che tocca le centinaia.
Ho provato mille e mille volte a trasformare le cose improduttive in cose produttive, con internet NON è difficile. Invece per me lo è.
Sono vittima del wilfing, ossia l’arte del perdere tempo su internet, nel mio caso si tratta di controllare ogni 20 secondi esatti la posta e il feed reader alternativamente, magari ogni tanto (nell’ordine di 5-6 secondi) controllare la lista dei contatti online di MSN.
Sto male quando sto parecchio tempo fuori dal mondo virtuale. Non che facesse così schifo quella reale, ma la vita virtuale sembra 10.000 volte più piacevole. Anche se si sta a ricaricare inutilmente una pagina web per una mezz’ora intera, prima di dedicarsi ad altre pratiche ancora meno produttive.
Il punto di non-ritorno non l’ho ancora toccato, ma farò di tutto per non superarlo. A partire da questo momento. Dopo aver finito di scrivere questo post spegnerò il computer. Uscirò fuori di casa. Anche se per non far niente. Devo respirare quell’aria gelida che c’è fuori. Voglio provare effettivamente quanto male mi faccia. Voglio provare un po’ di realtà sociale, fatta di parole pronunciate con la bocca e non con la tastiera, di contatti fisici e non con l’hardware, di tutto il resto, tutto quello che nella vita virtuale non c’è.
Non posso non farcela. DEVO farcela. Io comando me stesso, non le cifre binarie. Basta.
Non voglio essere conosciuto come Piplos, io ho una vita reale e mi chiamo Antonio Papalillo. Tutto il resto è finzione.





























ultimamente scrivi delle cose assurde, prima scrivevi cose molto più belle da leggere.
nelle lettere J e F si mettono le due dita “indice” e non “medio”…
Mi deludi ogni giorno di più con i tuoi post
Rispondi al commento di Skyline
Effettivamente mi succede qualche volta di aver concluso una giornata cazzeggiando su internet senza aver fatto nulla di buono.. ma riesco comunque ad avere una, seppur primitiva “vita sociale”..
Ehi, anch’io mi chiamo Antonio, è bello trovare degli omonimi
Rispondi al commento di eDog
bah, quante parole per dire cose normali e scontate……
sono almeno 15 anni che mi trovo nella tua situazione e non ho la minima intenzione di staccarni, e perchè mai?
probabilmente ho diminuito il mio tempo online ma solo perchè obbligato dagli impegni ogni giorno più gravosi come il lavoro e la famiglia. Ascoltami: vedrai che con il tempo passione o non passione ti staccherai lentamente dal mondo virtuale nel senso che non lo mollerai ma tornerai ad equilibrare i tempi tra reale e virtuale perchè costretto dal primo a mollare il secondo e volente o non volente un equilibrio lo troverai.
Accetta questo mio consiglio, accettalo da uno che prima aveva tanto voluto avere 2 vite, una reale di giorno e una virtuale di notte, ce l’avevo quadi fatta ma poi ho dovuto cominciare a guadagnarmi da vivere lavorando nel mondo reale….
Buonanotte e sogni d’oro
Rispondi al commento di Fede
Lo dici anche mia moglie, però per adesso preferisco i suoi baci a quelli del mio monitor, quindi non sono ancora cosi grave
Rispondi al commento di echoes
Credo che puoi fare benissimo tutte e due le cose, ma pubblicare solo quando ne hai voglia! E cercare qualche hobby forse piu’ reale (sport, musica, canto, ballo ecc…)
Dopotutto non è male avere due vite una reale e virtuale
Scopro che un pochino pure io le ho
Rispondi al commento di no1globe
Io ho quasi solo la vita virtuale, perchè le due vite coincidono

In ogni caso dai ascolto a Fede, e a me per secondo: non staccarti, la tua è una passione, non una dipendenza
E installati gmail notifier, così la posta te la controlla lui
Rispondi al commento di Bl@ster
io sto cercando di compilarmi da sorgenti una ragazza..
Rispondi al commento di Marco Persinger
@Marco Persinger: occhio che poi quando la aggiorni a moglie>=1.0b1 sono cavoli
Rispondi al commento di Bl@ster
@Skyline: Ti ho deluso perchè uso le dita “medie” sui tasti F e J? Io scrivo in questo modo e mi trovo meglio. Che tu sia deluso o meno su questo, non ha molto senso…
Anche tu mi deludi ultimamente con i tuoi commenti da stupido, senza offesa.
@Fede: È qui che ti sbagli. Ovvio che è una cosa molto soggettiva, ma quando si tratta di me se ho il computer sottomano non penso più al resto…
@no1globe: Già ho l’hobby di andare all’università e mi basta quello per riempirmi il tempo
@Bl@ster: Certo che non mi stacco. Avrei chiesto l’impossibile. Il fatto sta nell’allentare un po la situazione.
Per Gmail notifier, ce l’ho ma nonostante tutto mi viene sempre voglia di cliccare per vedere se effettivamente non ci sono email. Lo so, è una malattia questa.
Rispondi al commento di Piplos
Vabeh ma allora sei malato! Staccati dalla casella di posta e avrai fatto la metà del lavoro
Rispondi al commento di Bl@ster
Trovati qualche altro impegno nella vita reale, qualcosa che ti costringe forzatamente a stare fuori casa. Vedrai che con il tempo equilibrerai le due cose.
PS: Non sai su cosa scrivere il prossimo post?
–> http://www.rapidfilesearch.com
Rispondi al commento di Leo
Sinceramente paragonare gli amici on-line a quelli “reali” mi sembra una forzatura. Che dietro ai monitor ci siano tante brave persone, persone di cuore, sono d’accordo. Ma che un rapporto on-line, diventi un’amicizia forte come quella con i tuoi amici … non concordo. Se vuoi dai dello stupido anche a me, ma sui miei amici “veri” so di poter contare senza remore, so che si faranno in quattro per me, ed io altrettanto per loro. Da quelli on-line mi aspetto di poter fare delle belle chiacchierate, trovare buoni spunti di riflessione, condividere idee, che è già molto e anche bello, ma nulla più.
Rispondi al commento di drake762001
vedrai che passerà…
cmq ho dato un’occhiata al tuo profilo facebook… o meglio a una amica di un tuo amico… cristosanto che pezzo di fanciulla. tra l’altro posso pure vederne le foto… cristosanto, mai dei bytes sono stati usati per un servizio migliore.
il nome non lo ricordo… te lo diro’ in chan, se ci passi ancora.
ciao ciao.
Rispondi al commento di scimmia
In parte infinitesimale, ti sbagli
Ho conosciuto l'autore di questo blog proprio sulla rete, cercando supporto quando ancora non avevo l'esperienza che ho adesso in fatto di Linux.
Dopo tre anni, posso dire di esserci anche uscito insieme e di poter contare su un grande amico, oltre che su un ottimo scrittore
Rispondi al commento di Bl@ster