Due giorni fa sono andato a L’Aquila. Ci sono andato per riprendermi tutto quello che avevo di mio, dato che ormai è impossibile ritornare alla vita normale lì, in poco tempo. Ho disdetto tutto, l’appartamento, la luce, il gas. Andrò a L’Aquila solo per sostenere gli esami e continuare la mia carriera accademica. Almeno per questo primo anno, poi si vedrà se sia meglio trasferirmi.
Quando sono entrato a L’Aquila speravo di poter entrare in via XX settembre, meglio ancora se anche nel centro storico e a Piazza Duomo. Ma sapevo che, anche a distanza di circa 3 settimane dal botto, quest’ipotesi fosse un’utopia.
Ci sono forze dell’ordine e protezione civile dappertutto e continuavano ancora a venirne. Via XX settembre è chiusa al pubblico con dei posti di blocco abbondanti. Figuriamoci il centro storico, la parte maggiormente soggetta ai danni degli eventi sismici passati, e ancora adesso pericolosa ai passanti.
Quello che ho potuto fare è stato girare L’Aquila nella sua frazione Coppito, nel quartiere di Pettino, nella via della Croce Rossa, Fontana Luminosa, e le vie periferiche della città. Sono passato di sfuggita anche per l’ospedale, ovvero l’unico edificio moderno che io abbia visto in tutta L’Aquila che sia crollato. Davvero vergognoso. Sembra che non ci siano andati i muratori 15 anni fa a costruirlo, ma bambini con paletta, secchiello, acqua e molta sabbia.
Quando sono andato via da lì, passando per la statale che mi avrebbe portato all’autostrada A25, ho intravisto le case di Onna da lontano. Ho visto solamente poche case malamente mantenute dai suoi pilastri, ma il resto era tutto un cumulo di macerie.
Potete vedere tutte le foto che sono riuscito a scattare, in un formato più grande delle anteprime, nel mio apposito set Flickr. Magari commentate.






































Ma il tuo appartamento ha subito danni? Sei potuto entrare? Hai avuto qualche danno a oggetti?
Rispondi al commento di Garret
@Garret: Vero, non l’ho scritto questo.
Allora, il mio appartamento è stato costruito su una roccia, non su un terreno come la stragrande maggioranza delle case. Per di più la casa è in legno. Queste due cose fanno si che la casa sia perfettamente antisismica. Penso che resisterebbe bene anche ai terremoti giapponesi.
In casa nessun oggetto è caduto, solamente i due tiretti del mio armadio li ho trovati aperti, ma hanno un apertura molto scorrevole ed erano semivuoti.
In pratica avrei potuto continuare ad abitarci tranquillamente, anche mio padre che è architetto e di sismi se ne intende ha fatto un sopralluogo e dice che quella casa è tra le ultime a cadere in caso di terremoto veramente catastrofico.
Ma ho dovuto disdire perchè mancava tutto il resto. A L’Aquila le lezioni chissà quando si fanno e ogni quanto tempo se con regolarità. Ci sono solo poche tende adibite alle attività didattiche e vanno spartite per tutte le facoltà.
Se non altro i negozi e i centri commerciali sono chiusi e chissà quando riaprono, niente provviste fino ad allora. Ultima cosa: le autolinee per raggiungere la facoltà sono inesistenti a causa del black-out post-sisma. Ecco perchè non valeva la pena rimanere. :/
Rispondi al commento di Piplos
Impressionante. Le foto “vere” fanno ancora più paura di quelle patinate dei fotografi professionisti.
Complimenti per il coraggio che hai avuto a tornare lì, io forse non lo avrei fatto.
Quoto, fai i tuoi esami e non perdere l’anno, per il resto … via da lì.
About ricostruzione e ripresa della vita: con questo stato e questo governo (e la crisi mondiale) ? Io non ci credo, comunque vediamo.
Su con la vita amico mio
Rispondi al commento di LuNa
@LuNa: Grazie per il commento.
Rispondi al commento di Piplos
Quoto LuNa.
Per altro, no comment.
Rispondi al commento di Bl@ster
madonna…!
Rispondi al commento di Kobrabyte
cambiare università non è una cosa facile, è una gran brutta situazione
Rispondi al commento di Gunsex
@Gunsex: Sì, infatti. -.-”
Rispondi al commento di Piplos
Non si era parlato di trasferire gli studenti a Roma ?
Rispondi al commento di Denos
@Denos: Non penso. Se non altro si parlava di Pescara…
Rispondi al commento di Piplos