Ci risiamo con la stessa storia. (Vi ricordate la Graziottin contro i blog a “Porta a Porta”?)
Questa volta si tratta di un’altra signora che – credendosi blogger a tutti gli effetti – dice che internet andrebbe regolamentato per una miglior tutela dei minori. L’articolo “Internet e i minori” fa lunghi giri di parole per sostenere un unico fatto: internet andrebbe censurato. Non regolamentato, proprio censurato!
Basti vedere gli altri articoli del suo blog per farsi un idea di una persona troppo di parte. Magari, anzi ne sono convinto, la Gabriella Carlucci (lo leggo in chiaro dalla sua biografia) è uno dei soliti burattini sotto le mani di Berlusconi, persona a cui internet sta molto scomodo perchè troppo libera e piena di informazioni nocive ai suoi modi poco leciti di fare.
Analizzando l’articolo per intero vi posso dire i vari “perchè le sue accuse sono infondate” e “perchè le sue soluzioni non risolveranno il problema“:
[...]
Notizie, solo le ultime, che la dicono lunga sulla necessità di dare nuove regole alla rete. Occorre togliere l’anonimato on line e far sì che internet sia paragonato alla carta stampata (sulla quale non è possibile porre annunci per adescare minori o pubblicare foto di violenza a bambini).
Questa mi sa tanto di stronzata esoterica. La rete non ha bisogno di regole, c’è chi e chi visita le varie pagine web, e costoro sono sempre armati rispettivamente di buona o cattiva intenzione che sia. Se qualcuno fa qualcosa di male su internet è giusto che sia perseguito. Ma non sparate panzane dicendo che internet andrebbe regolamentato (=censurato).
Paragonando internet ad una macchina, possiamo dire che può essere uno strumento utile, ma può essere anche altamente dannoso. Con una macchina tu puoi andare a lavoro, andare a trovare i tuoi genitori, andare a prendere tuo figlio a scuola, andare a fare delle vacanze.
Ma con la stessa macchina puoi uccidere un sacco di persone, basta premere l’acceleratore prima di inoltrarti in una folla, ed ecco che al telegiornale viene fuori la strage.
Per quanto riguarda le macchine, loro hanno già un regolamento e i loro rispettivi limiti. Guarda caso c’è anche l’immatricolazione delle auto, che assegna ad ogni veicolo un numero di targa, permettendone l’identificazione dell’individuo nel caso in cui esso combina qualche reato. Ma regolamentare il codice stradale è servito? Sono sparite le morti? Gli idioti al volante non ci sono più? Eh non mi pare affatto. Fatevi un giro nel mio paesello, cinque minuti, e poi mi saprete dire.
Come tu puoi ben togliere illegalmente una targa da un veicolo per andare a 220 sulle strade, su internet puoi ancora più facilmente togliere la tua identità alle tue azioni. E non ve lo dice uno che un giorno ha preso ad usare internet perchè è l’ultima moda del momento. Lo dice uno che su internet ci vive da parecchio, e tra l’altro sa come funzionano le cose dall’altro lato della medaglia.
Non è più possibile invocare la libertà di espressione quando questa permette, ed è sotto gli occhi di tutti, il compimento di simili reati. Dietro a ogni video c’è un fatto. E’ ipocrita dire che le leggi ci sono e basta farle rispettare.
Mi dispiace ma lo ripeto e volentieri: “Le leggi ci sono e basta farle rispettare“. Chiamatemi pure ipocrita. Un dato individuo ha l’anonimato su internet e fa quello che vuole, essendo anonimo. Questa persona è libera e DEVE essere libera di essere se stessa in internet. Ma anche su questo “mondo parallelo” valgono le leggi come quella contro la pedofilia. In caso di denuncia di un reato la polizia normalmente chiede prima la rimozione dei contenuti illegali sul servizio web che ne dispone (oppure la chiusura del sito stesso), poi chiede tutti i dati che possono raccogliere sull’individuo (indirizzi IP, email, ecc.) ed inizia la pratica per rintracciare la persona. Non esiste il crimine perfetto su internet. Si possono adescare i criminali in svariati modi, come il social engineering (evidentemente cose troppo avanzate per voi, ma che in realtà sono semplicissime), che porterebbe all’arresto dei soggetti.
Capite? E’ così semplice anche così, non serve affatto regolamentare internet. Semmai siete voi che non avete le competenze giuste per contrastare i reati telematici.
I documenti che pubblichiamo dimostrano che sulla rete i pericoli per i nostri figli sono reali e spaventosi. E’ per questi motivi che una regolamentazione di Internet si rende necessaria ed urgente.
Se un genitore manda un figlio su internet dovrebbe sapere che quest’ultimo deve essere un minimo cosciente di quello che va incontro. Non è compito di internet educare i VOSTRI figli sulla pedofilia e sui rischi che si incorrono in rete. Siete VOI che dovete insegnargli cosa e come fare, chi evitare e perchè evitare. Magari apponendo efficaci filtri per minori sulla navigazione (e ce ne sono una quantità immensa, basta cercarli).
Ergo, siete VOI i responsabili dei vostri figli, non internet, ovvero uno strumento infinitamente utile e potente ma per lo stesso motivo anche dannoso, se utilizzato per loschi motivi.
Basta parlar male di internet, sono stufo. In televisione viene continuamente trattato come un’ossessione, una malattia pandemica da debellare. Vi state mettendo contro la popolazione inutilmente. Fornitemi altre accuse e ve le smonto subito, senza il minimo tentennamento.





























Quotone!!!
Rispondi al commento di CrazyHorse
Credo non bisogni censurare Internet, poi tutti possono dire ciò che pensano.
E poi, riguardo all’anonimato, fate un giro su 4Chan
Rispondi al commento di Mirtrim
profondamente sbagliato… su internet sei SEMPRE rintracciabile, a meno che non ti serva di stratagemmi complicati, sconosciuti ai piu’, e legalmente molto pericolosi (e lo dice uno che su internet non ci sta tanto per, ma lo studia nei dettagli)
Rispondi al commento di xzhayon
@xzhayon: E io proprio quello intendevo.
Rispondi al commento di Piplos
@Piplos: Effettivamente lì ti sei espresso un po’ male, ma nel corso del post ti sei corretto.
Quotone profondo, e via.
Rispondi al commento di Bl@ster
@Bl@ster: Grazie
Rispondi al commento di Piplos
E ora quel polpo di Berlusconi ( e dei suoi seguaci razzisti ) vuole regolamentare internet? Che lo faccia! Noi faremo come i Cinesi che han ovviato a tale problema!
Per questo credo che anche se faranno leggi su leggi, essendo nato e maturato libero, internet sarà sempre senza regole!
Rispondi al commento di koalalorenzo
la rete è troppo grande ed estesa per poterla controllare, al massimo la puoi monitorare. è da che mondo è mondo uomo controllato = uomo incazzato = uomo libero, che gli piaccia o no alla signora carlucci che farebbe bene ad abdicare ed a tornare al suo precedente mestiere, ove non se la cagava nessuno.
Rispondi al commento di LuNa
Quotone!
Rispondi al commento di Ferdil
Ma poi “come” la controlli?
Se il server è in usa o in cina o a katmandu, come le applichi le leggi? Blocchi i dns? Si usa opendns o anonymouse.
Insomma tra il dire e il fare …
Solo chiacchere e distintivo, perfettamente in linea con l’epoca che viviamo.
L’era del vecchio puttaniere e le boutade.
Rispondi al commento di telperion
@telperion: Esattamente
Rispondi al commento di Piplos
@telperion: Appunto per questo, la rete è qualcosa di totalmente anarchico intrinsecamente alla sua struttura.
Ed è bene che sia così.
Rispondi al commento di Bl@ster
@Bl@ster: Più che altro per dare un nome e cognome a ciascuno di noi (cosa peraltro stupida, bastano già gli IP), internet andrebbe rifatto da zero.
Rispondi al commento di Piplos
@Piplos: Ma non penso proprio. Non dopo tutte le battaglie affrontate da Berners-Lee e i suoi compari per portare Internet a casa di ogni civile.
Mandare in fumo miliardi di siti web solo perchè dei ragazzini non si regolano davanti ad un PC? Staccate Internet, educateli, usate un keylogger, insomma fate qualcosa.
Ci scappa sentitamente un quotone per tutto l’articolo, ma soprattutto per l’allegoria dell’automobile. Scelta molto azzeccata, mi è piaciuta molto. Complimenti!
Rispondi al commento di Giorgio
@Giorgio: Quoto
Rispondi al commento di Piplos
@Giorgio: Oltre a Timothy Berners-Lee, a cui darei più il merito (W3C) di aver lottato per avere degli standard, secondo me sarebbero anche da citare William Henry “Bill” Gates III e Steve Jobbs, anche loro geni assoluti del nostro tempo quanto il sopracitato signore. A questi ultimi va dato atto di aver voluto fortemente diffondere la meravigliosa tecnologia informatica (a livello di massa, e certo, per farci dei soldi ma di fatto “lo hanno fatto”) a tutto il pianeta. Entrambi pezzi importanti della stessa scacchiera tecnologica o “2.0″ come piace tanto dire adesso, e senza i quali, standard o no, tutto questo non sarebbe stato possibile.
Rispondi al commento di LuNa
@koalalorenzo: Perchè i cinesi che hanno fatto? Là è dura, qui in confronto siamo in paradiso!
Con questo non voglio assolutamente affermare che siamo messi bene, comunque si deve vigilare perchè si sa che internet è un mezzo d’informazione scomodo proprio perchè non si può controllare facilmente.
La censura va evitata, punto, altrimenti possiamo cominciare ad usare la costituzione per accendere i camini.
Rispondi al commento di Aldo “xoen” Giambelluca
L’indirzzo IP può non essere affatto un modo univoco per rintraccia una persona. In molte università è possible accedere ainternet senza un appropriato login. Nella mia facoltà per andare sulla rete è necessario che mi loggi con i miei dati, in modo che ogni illecito proveniente dall’IP della facoltà (o dell’ateneo) sia riconducibile alla persona che l’ha commesso. Però ad esempio nelle scuole superiori questi metodi non sono applicati.
Quoto in generale l’articolo anche se sbagli quando dici che internet non ha bisogno di regole, quelle esistono! Secondo la Carlucci vuole dire ch sulla carta stampata è reato adescare un minore mentre su internet si? Cazzata…
Inoltre la Carlucci denuncia che dietro i video ci sono dei reati reali, di che si preoccupa? Ma da quando una persona effettua un reato, si filma e poi pubblica il video! Semplifica le cose per le forze dell’ordine!
Rispondi al commento di DnaX
@DnaX: Per il fatto dell’IP hai ragione. Ma sappi che in quel caso è l’università che si prende responsabilità di tutti quelli che si vanno a connettere alla rete (ecco perchè conviene mettere il login). Ma oltre all’IP c’è qualche altro modo che permette di identificare univocamente un individuo che usa un determinato pc e un determinato accesso a internet? Già solo a pensare una cosa del genere ti rendi conto che qualsiasi sistema che tu vada pensando è irrealizzabile e comunque molto falsificabile.
Concordo il resto.
Rispondi al commento di Piplos