mercoledì 3 dicembre 2008
Quando vi ritrovate a fare delle equazioni matematiche complesse, ma che sono di forma veramente ristretta cosa si fa?
L’individuo medio di solito presta ascolto alla disperazione, mentre il matematico esperto ci rimugina sopra ma alla fine ci arriva. Spesso, però ci sono validi stratagemmi per risolvere problemi complessi in un batter d’occhio.
Prendiamo un esempio a caso:
Continua a leggere “Equazioni elementari“…
E’ sconvolgente. Lo usano tutti ma non serve ad un cazzo.
Si da il caso che quest’anno all’università mi ritrovo a scrivere programmi in Java, dato che il modulo di Laboratorio di Programmazione della mia facoltà prevede questo linguaggio.
Sebbene io disprezzi questo linguaggio di programmazione per una serie di motivi validi, al contrario scrivere, compilare e vedere che un mio programmino in Java funziona bene, è una soddisfazione troppo grande.
Ne avrò scritti una trentina finora, molti di prova e pochi realmente utili e funzionanti.
Continua a leggere “Convertire un numero in binario in Java“…
domenica 30 novembre 2008
Credo che a 19 anni ormai sono in grado di farmi un idea della situazione e ponderare una giusta legge che rispetta le mie teorie.
Chi l’ha detto che le previsioni del tempo azzeccano sempre? Nessuno. Eppure tutti continuano a fare affidamento ad essa. Anche se previsioni sono sempre, sempre sbagliate.
“Le perturbazioni nordiche entreranno in collisione con la nostra penisola causando pioggia, neve e grandine in Puglia, in Calabria e in Campania. Sole ovunque, tranne qualche scroscio in Veneto e nelle Marche.”
Di solito i meteorologi sparano assurde sentenze come queste, ma se vediamo alla fine della giornata il resoconto è questo:
“Le perturbazioni non sono entrate in Italia, la Puglia, la Calabria e la Campania sono state le regioni più soleggiate. Parzialmente coperto in Veneto e nelle Marche ma non è mai piovuta una goccia. Pioggia nelle altre zone d’Italia.”
Avete capito? Quindi è buona cosa ascoltare le previsioni del tempo ma voi, persone sagge, prendete solo il contrario di quello che dicono e vedrete che avrete visto giusto. Come nell’esempio è giusto sostituire “altamente soleggiato” con “temporali e bufere” (e viceversa), “lievi scrosci di pioggia” con “parzialmente coperto” (e viceversa), “neve” con “pioggia” (non viceversa, la neve capita sempre “a culo“), e così via. Attenetevi alla semplice regola e il resto viene da se.
Previsioni del tempo. Chi l’ha detto che non azzeccano mai?
Se invece nonostante tutto, credevate di avere sole per tutto il giorno ma non ha fatto altro che piovere, e ieri avrebbe dovuto nevicare, ma non è successo a dispetto vostro, non prendetevela con l’inesattezza di questa legge. Piuttosto convincetevi di questo:
Murphy ce l’ha con voi.
Vorrei fare un po di considerazioni sul fantomatico web 3.0, sul quale molti sostengono che ne vedremo presto l’alba.
E se vi dicessi che secondo me il web 3.0 non esisterà nemmeno? Che saremmo fermi per sempre al 2.0, pur con tecnologie avanzatissime, tra una decina di anni?
No, non sto dicendo che nel duemiladiciotto saremo ancora davanti a facebook ad accettare le varie puntigliose richieste di amicizia. O meglio, può essere ma non credo proprio.
Se ci riflettiamo un po’ su, il web all’inizio ha avuto una silenziosa e graduale nascita, prima era a scopo militare, indi è stato ritenuto opportuno inserirla nelle maggiori università del mondo, poi pian piano l’uso è stato esteso anche nelle abitazioni normali, a prezzi accessibili.
Poi, come tutti noi sappiamo, il web ha avuto una grandissima esplosione nel mondo, la nuova grafica vetrosa e zuccherosa che tutti imitavano, i servizi web che diventavano sempre più “social oriented”, la crescita esponenziale dei nuovi blog, forum e siti “prefabbricati” vari.
Questa esplosione è stata una vera e propria pietra miliare nella storia del web, tanto da darne un secondo numero di versione, favorendo uno smagliante “2.0″.
Anche le nuove applicazioni web, che diventano sempre più sociali, le nuove grafiche sempre più accattivanti e in pieno stile “High Definition“, acquistano ogni volta, automaticamente, l’ormai “vecchio” numero due-punto-zero. Ragion per cui le continue innovazioni non vengono considerate come un passo avanti nel web, ma come altre innovazioni da categorizzare tra le altre, come migliorazioni di quelle vecchie e obsolete.
Ora, data quest’ottica, azzarderei a tutti gli effetti dire che non ci sarà (o almeno non subito) un agognato “web 3.0“, perchè la tecnologia è così esponenzialmente crescente che è (in quest’ottica) diventata monotona, ecco perchè non ci sarà una seconda vera e propria esplosione, che accenderà un nuovo e fiammante numero di versione.
Ma anche no, voi direte. E avete ragione, il futuro è imprevedibile ma le mie previsioni attualmente sono queste.
Penso che sappiamo tutti quello che dice Torvalds, ma non quello che dice Stallman:
“ Software is like pussy: it’s better when it’s open “
By Piplos, inventato di sana pianta ieri sera mentre mi trastullavo con il libro di architettura degli elaboratori.
Chi l’ha capita, l’ha capita. Chi invece non sa l’inglese, buon per lui. E poi non ditemi che ho sempre una faccia da angelo.
P.s.: Scusatemi, deve essere il tempo che qui cambia umore spesso. -.-”
mercoledì 19 novembre 2008
Contro gli imbecilli della strada di tutti i giorni basta solo armarsi di ingegno. Ve ne racconto una, giusto per capirci.
Tempo fa, molto tempo fa, camminavo per strada per fatti miei, ho dovuto passare da un marciapiede all’altro, ma l’ho fatto molto lentamente, prendendo la strada per lungo. Un attraversamento “in diagonale”, oserei dire.
Se ne viene un tale con la sua carretta che faceva passare per bolide solo per la sua marmitta sfondata, che faceva un rumore tuonante simile a quello delle Lamborghini sulle autostrade. Ero davanti a lui che attraversavo la strada. Mi ha suonato diverse volte, anche quando ero ormai sul marciapiede. Non mi sono voltato per guardarlo in faccia. Solo quando è passato oltre ho notato la sua carrozzeria, messa alla peggio.
Era un imbecille, e si capiva già da subito. Poteva tranquillamente prendersi tutto il resto della strada che era, invece, libera.
Dopo un quarto d’ora di camminata ho rivisto quella macchina, parcheggiata, e lui non tanto distante.
Qui viene il bello, viene da me e impreca qualcosa come “Ah stronzo, te dovevi levà, mo sei venuto qua perchè cerchi le botte?“.
Mi è salita su l’adrenalina. Ma non ho fiatato. Anzi, ho preso a gesticolare, come se fossi un sordomuto, facendo anche delle parole con il labiale. La sua faccia si è sgonfiata.
Al che, rassegnato mi fa: “Ah, ok“, e se ne è andato, con il suo bolide rombante. A distanza di sicurezza sono rimasto lì a ridere da solo.
Questo per farvi capire che sono di gran lunga superiore verso certa gente.
Già il nome vi farà drizzare gli occhi su questo articolo, immagino anche il perchè.
Iniziamo dal principio. Da questa estate, più precisamente poco prima che io e il “dottor Blaster” ci incontrassimo in vacanza nella calda Puglia, io e il solito gruppetto linux-blogger1, avevamo in mente di organizzare una prima mega-pizzata di gruppo tra i vari blogger della nostra generazione, nella capitale del mondo, ovvero la classica Roma.

La pizzeria dove celebrare questo insolito evento non è stata ancora definita, ma penso che le varie pizzerie locali farebbero a gara per averci come ospiti, data la prospettiva di un concreto guadagno da parte loro, indi non sarà un problema.
La data scelta per lo sbarco della ciurma a Roma è attualmente ancora variabile, dobbiamo ancora venire incontro alle esigenze e impegni degli invitati e scegliere la data più conveniente per tutti. Azzarderei dire, però, che forse avverrà in una sera nel periodo tra Capodanno e l’Epifania. Un periodo, secondo me, perfetto.
Ovviamente tra gli invitati non si faranno alcun tipo di distinzioni, come di sesso (benvenute le gentili donzelle, quindi), credo religioso (linux o windows, ecc.), provenienza (da sopra o sotto il Po) e altro. Sono accettati anche i non-blogger, i semplici commentatori, i lurker e gli eventuali accompagnatori di tutti i presenti.
A tempo debito avevamo anche aperto un blog che utilizziamo tutt’ora per raccogliere tutte le adesioni, per comunicare a tutti gli iscritti gli sviluppi di questo progetto, per contenere i vostri commenti e le vostre opinioni al riguardo, ecc…
Siete interessati? Bene, per prima cosa iscrivetevi. Una volta iscritti non diventa automaticamente obbligatorio venire a Roma. La vostra iscrizione andrà a finire qua. Le iscrizioni servono per avere un idea del possibile numero degli invitati, questo basta a dirvi che se dovete iscrivervi fatelo convinti che vorrete venirci, anche se non sapete se siete liberi quel giorno.
Appena avremo raggiunto un numero considerevole di iscritti stabiliremo una data, come vi ho già detto, in base ai vari impegni dei presenti. Il tutto sempre aggiornandovi di volta in volta tramite quel blog, per permettervi di avere un idea sempre più chiara delle cose come stanno.
Last, but not least, cercheremo noi una pizzeria adatta all’occasione, e verrete informati sull’indirizzo, sul come raggiungere il posto e sciocchezze del genere.
E ricordatevi che un evento come questo, tra i blogger di oggi, è un occasione più unica che rara, sarebbe anche la prima volta, per cui mi sembra una bella cosa vederci finalmente tutti insieme, numerosi, in una calda pizzeria a discutere del più e del meno. Pensateci bene.
Ultima cosa: se volete darci una mano, spargete la voce, magari parlatene nel vostro blog. Il passaparola è la nostra arma migliore.
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1 Tra cui sono presenti l’immancabile LuNa e molti, molti altri.
Se vuoi la pace, prepara la guerra.
Cit. Vegezio, scrittore latino.
Oggi sono a casa mia, in Puglia, passo un largo week-end lontano dalla pressione universitaria.
Stavolta posto un articolo serio, una riflessione ogni tanto non fa mai male. Certo, dopo tutte le cavolate scritte finora mi sembra il minimo.
Per chi si è perso qualcosa faccio un breve flashback:
Da inizio settembre mi sono trasferito a L’Aquila per iniziare i miei studi universitari, nell’ottima facoltà di Informatica presente nella suddetta città. Ho preso casa lì e ho cominciato a studiare sul serio. Non sono affatto pentito delle mie scelte, spero solo che tutto vada liscio come l’olio.
Fine flashback.
Il punto è questo: nella nuova casa in cui mi trovo, con altri due coinquilini, non ho disponibilità di connessione ad internet, con ovvie e gravi conseguenze che si abbattono con il mio status sul blog e non. Oltretutto quando sono a L’Aquila mi mancano i soliti amici internettiani.
Continua a leggere “Son qua.“…